Adolescenza: una trasformazione che “non si vede” ma si sente


L’adolescenza… per chi la vive in prima persona, ma anche per chi accompagna un figlio o una figlia in questa fase di crescita, è un periodo di confusione. Adolescenti e genitori si trovano spesso disorientati, confusi, a volte persi tra silenzi, risposte brutali e distaccate e porte chiuse. Ma ciò che sembra disordine, in realtà, è trasformazione. Un processo necessario, fatto di rotture e ricostruzioni, in cui ciò che era conosciuto lascia spazio a ciò che sta per diventare. In questo articolo proviamo a esplorare insieme alcune delle tappe invisibili – ma fondamentali – dell’adolescenza, con l’obiettivo di offrire uno sguardo più profondo e comprensivo su ciò che accade, fuori e dentro ai ragazzi.


Tra corpo e mente: i cambiamenti che scombinano tutto


Con l’arrivo della pubertà, il corpo dei ragazzi si trasforma in modo evidente: crescono, cambiano le forme, mutano le voci. Mentre il corpo accelera, la mente cerca un nuovo equilibrio. Inizia lo sviluppo del pensiero astratto, della capacità di riflettere su sé stessi, sugli altri e sul mondo. È una rivoluzione silenziosa che tocca ogni ambito della vita. Si tratta di una vera e propria riorganizzazione interna: i riferimenti cambiano, gli amici diventano fondamentali, l’infanzia sembra un passato remoto. In tutto questo caos, i genitori possono sentirsi esclusi o disorientati. Eppure è proprio qui che inizia il viaggio.


Chi sono io? La fatica di trovare e costruire un’identità


Durante l’adolescenza, i ragazzi iniziano a farsi una delle domande più complesse che esistano: ‘Chi sono io?’. Per rispondere, devono necessariamente mettere in discussione ciò che hanno sempre saputo di sé. È un processo che coinvolge l’identità personale, corporea, sociale e anche affettiva. Si sperimentano, si confrontano, si oppongono. È una fase di tentativi ed errori, di allontanamenti e ritorni. Le sfide riguardano l’accettazione del proprio corpo, la definizione del proprio posto nel gruppo, l’autonomia emotiva dai genitori. Ogni conflitto può apparire come uno scontro, ma spesso è il segnale di un processo sano di differenziazione. È così che si costruisce la propria unicità, passo dopo passo.


Quando serve uno spazio per respirare


In un periodo tanto delicato, offrire agli adolescenti uno spazio personale, non giudicante, in cui raccontarsi e dare voce a ciò che provano, può fare la differenza. In studio, questo spazio diventa un luogo sicuro dove esplorare emozioni, pensieri, relazioni. Un luogo in cui anche i genitori possono trovare strumenti per affrontare il cambiamento in modo consapevole. L’adolescenza è un ponte tra chi si era e chi si sarà: attraversarlo insieme, anche nelle fatiche, è il miglior modo per costruire un futuro sereno. 

Dott.ssa Chiara Porati- Psicoterapeuta

Previous

Next

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *