L’USO DEI DISPOSITIVI VIDEO DURANTE L’INFANZIA E LO SVILUPPO LINGUISTICO

Nel mondo digitale in cui viviamo, i dispositivi video sono diventati una presenza quotidiana anche per i bambini più piccoli. Questi strumenti possono offrire un’ampia gamma di esperienze visive e sonore, ma è fondamentale comprendere l’effetto che l’uso prolungato può avere sullo sviluppo linguistico dei nostri bimbi. Esploriamo il legame tra l’uso dei dispositivi video e la crescita del linguaggio nei bambini in tenera età.

L’uso dei dispositivi digitali nei primi anni di vita ostacola o favorisce lo sviluppo del linguaggio?

 TECNOLOGIA E APPRENDIMENTO

La ricerca scientifica nel corso degli anni ha approfondito diversi aspetti, come l’età della prima esposizione, la frequenza d’uso e le tipologie di device. I risultati, ad oggi, rispetto all’età, ci suggeriscono che i bambini iniziano precocemente ad utilizzare gli strumenti video. Spesso al centro del dibattito c’è la quantità di tempo che essi passano davanti ad uno schermo. Una recente metanalisi (Madigan et al. 2020) ha combinato statisticamente i risultati di 42 studi pubblicati dal 1973 al 2019 e che avevano indagato associazione tra frequenza, durata di utilizzo degli schermi e abilità linguistiche, principalmente entro i primi 6 anni di vita. Dalla ricerca è emerso che maggiore è il tempo trascorso davanti allo schermo, minori risultavano essere le abilità linguistiche dei bambini. Questa associazione negativa non indica necessariamente un’associazione causa-effetto. Da un lato, l’assenza di interazione conseguente ad un’esposizione passiva al video riduce le occasioni di comunicazione tra adulto e bambino e diminuisce le esperienze di acquisizione del linguaggio legate alla lettura e al gioco. Dall’altro, l’uso di strumenti video interattivi in determinate situazioni può essere una risorsa di apprendimento del linguaggio. La visione di programmi educativi che ad esempio forniscono storie con un linguaggio adatto all’età, con personaggi che si rivolgono direttamente ai bambini e che nominano oggetti, azioni e/o emozioni, forniscono l’occasione ai bambini per rispondere e accrescere il proprio vocabolario. Occorre però specificare che i bambini al di sotto dei 2 anni di età non traggono beneficio da questo, poiché faticano a trasferire nel quotidiano le conoscenze apprese tramite i video.

L’USO DELLA TECNOLOGIA HA SEMPRE RISVOLTI NEGATIVI?

L’utilizzo delle tecnologie digitali in età prescolare può avere conseguenze negative ma, in presenza di determinati requisiti e condizioni, può invece rafforzare alcune conoscenze apprese. Il bambino in età prescolare apprende attraverso l’esperienza diretta e reale con gli oggetti e, l’utilizzo di strumenti digitali può rallentare questo contatto diretto con l’ambiente, eliminando l’interazione. Alcune informazioni recepite tramite video o device digitali, per poter essere efficacemente acquisite, necessitano di essere implementate con integrazioni aggiuntive ed esplicative dell’adulto. La trasmissione di contenuti adeguati all’età possono rinforzare le informazioni ricevute in altri contesti, come ad esempio a scuola, purché vengano arricchite e specificate all’interno di sistemi di interazione duale, che coinvolgano quindi anche il genitore per una comunicazione linguistica più efficace. 

CONCLUSIONI

Le linee guida dell’American Association of Pediatrics (AAP, 2016) sconsigliano l’esposizione dei bambini agli schermi nei primi 2 anni di vita, suggerendo di limitare più possibile i dispositivi digitali in età prescolare, favorendo la visione di programmi di alta qualità in presenza di un adulto. La visione non passiva e silenziosa ma guidata da un adulto favorisce un supporto all’apprendimento espandendo e sostenendo l’arricchimento linguistico. Data la velocità di evoluzione della tecnologia e dei dispositivi digitali, anche la ricerca scientifica, cercando di andare di pari passo è in continuo aggiornamento. Al momento quindi ci sentiamo di sconsigliare l’uso dei Device come “ tata passiva” favorendo un uso consapevole per accrescere il loro bagaglio linguistico. 

Dott.ssa Chiara Porati Dott.ssa Anna Scarafile

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